L’evoluzione del gioco digitale nel tempo

Dagli inizi: l’evoluzione del gioco digitale

Ben prima dell’avvento dell’era del gioco digitale, fare un gioco era un passatempo assai comune soprattutto nel contesto familiare o all’interno del proprio gruppo di amici. I giochi da tavola e le carte hanno una lunga tradizione alle spalle, e la smisurata varietà di giochi esistenti oggigiorno fa sì che chiunque possa trovare quello più vicino ai suoi gusti a qualsiasi età.

Alla fine degli anni ‘50, alcuni giovani studenti universitari inventarono i primi giochi computerizzati, il cui consumo era limitato dal momento che solo un numero esiguo di persone aveva accesso a questa tecnologia. Cimentarsi con videogiochi era infatti privilegio esclusivo di studenti e docenti, che li testavano sui computer delle università.

Agli inizi degli anni ‘70, le consolle per videogiochi – tra cui il famoso “Atari VCS2600” – iniziarono a diventare popolari, cosicché sempre più persone si avvicinarono ai videogiochi. Uno dei primi successi – dalla grafica assai basica – fu “Pong”, in cui il giocatore doveva colpire una pallina per tirarla verso l’avversario muovendo un trattino che si supponeva rappresentasse una racchetta. Nello stesso periodo, nelle sale giochi si potevano trovare “Space Invaders” o “Asteroids”; anche se oggi possono sembrarci di grafica poco più che amatoriale, all’epoca si trattò di un vero e proprio punto di svolta.

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Gli anni ‘80 videro l’arrivo sul mercato di consolle come Nintendo e Sega, oltre ai primi computer ad uso domestico. A causa della pressione dovuta alla forte competitività industriale, vennero rapidamente sviluppati nuovi giochi sempre più moderni, soprattutto grazie al supporto di una tecnologia in continua evoluzione.

Negli anni successivi ci fu poi un notevole incremento del numero di PC e consolle nelle case, e i giochi cominciarono ad assumere quella complessità che li contraddistingue ancora oggi. L’esperienza di gioco in multiplayer ha spalancato le porta a un vero e proprio boom dei cosiddetti LAN party,  appuntamenti particolarmente popolari tra i ragazzini. Si trattava di collegare diversi computer attraverso la LAN (Rete in Area Locale) in modo da giocare in contemporanea, e i partecipanti potevano arrivare a rimanere connessi senza scollegarsi anche per intere notti.

Grazie alla diffusione su larga scala di internet, fare partite online con altri giocatori è diventato un fenomeno sempre più esteso. Non serve più connettere i rispettivi computer attraverso un cavo, i partecipanti possono ora giocare insieme anche se si trovano in posti distanti tra loro e in qualsiasi parte del mondo. Al giorno d’oggi non è neppure più necessario farlo da computer, dal momento che basta un semplice telefono per essere connessi alla rete e giocare ovunque ci si trovi.

Tappe fondamentali nello sviluppo dei videogiochi

  • 1961 Lo studente Steve Russell sviluppa “Spacewar”, il primo gioco computerizzato
  • 1972 Compare per la prima volta il famoso video gioco di tennis “Pong”
  • 1977 Viene presentata al pubblico la leggendaria consolle “Atari VCS 2600”
  • 1978 Presentazione di “Space Invaders”. Si tratta di un significativo passo in avanti verso lo sviluppo dell’industria dei videogame
  • 1983 Crisi dell’industria e crollo del mercato dei videogiochi negli Stati Uniti
  • 1985 Vengono venduti i primi computer Atari e Commodore
  • 1994 Sony lancia sul mercato la prima “PlayStation”
  • 1996 Il “Nintendo 64” viene lanciato sul mercato giapponese. Un anno dopo è il turno della Germania
  • 2001 Grazie ad “Halo” il gaming online diventa popolare anche tra i giocatori di consolle
  • 2004 Esce sul mercato “World of Warcraft” (WoW)
  • 2005 La Xbox 360 offre nuove opportunità di collegamento in rete dei giocatori tramite internet
  • 2009 L’arena per multigiocatori “League of Legends” conquista il mondo dei videogame
  • 2011 Nell’App Store i profitti ricavati dai giochi gratuiti superano per la prima volta quelli legati ai giochi tradizionali

Una panoramica sui generi

I videogiochi si dividono in diversi generi e categorie. In alcuni casi non esistono categorie “rigide”, poiché un gioco può contenere elementi propri di più di un genere. La seguente lista  va quindi seguita con una certa elasticità. Esistono giochi che appartengono incontrovertibilmente a un genere ben definito, mentre per altri la classificazione non è altrettanto semplice.

Giochi di avventura

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I giochi di avventura più famosi sono quelli come “Il Segreto dell’Isola della Scimmie”. In questo gioco bisogna raccogliere informazioni e combinare diversi oggetti dando vita ad una storia brillante e divertente. Nei moderni giochi di avventura, i giocatori possono anche incidere sui percorsi presi dalla storia a seconda delle azioni compiute, cosa che rende l’esperienza di gioco particolarmente intensa.

I cosiddetti giochi “di oggetti nascosti” stanno diventando una sottocategoria del genere avventura sempre più popolare grazie alla loro diffusione su telefoni e tablet.

 

 

Giochi psicologici

In questo tipo di giochi bisogna risolvere problemi complessi. Uno dei giochi psicologici più famosi, nonché tra i primi nel genere, è Minesweeper (Prato Fiorito). In tempi recenti si è registrata una notevole impennata di popolarità per i giochi a quiz, dovuta al fatto che i giocatori possono sfidarsi a vicenda, non più solo giocare contro il computer. Anche i giochi di società più famosi, come ad esempio Monopoli, sono ora disponibili in versione digitale. In modalità multigiocatore, gli utenti possono sia giocare contro avversari, sia avere il controllo di più personaggi sullo stesso dispositivo. I giocatori possono anche sfidare il computer, come da tradizione. Tra i giochi di società più recenti, uno dei più famosi è ad esempio Singstar.

Platform (giochi a piattaforme)

Il più classico dei giochi platform è “Super Mario Bros.”, nato negli anni ‘80. A questo hanno poi fatto seguito giochi come “Sonic” sulla consolle Sega. L’obiettivo nei platform è schivare i pericoli, superare sfide, collezionare oggetti, e sconfiggere nemici. Molti di questi giochi sono stati resi celebri dalle consolle, ma per la gran parte esistono anche versioni per PC. Oggi si trovano disponibili anche per telefoni e tablet, nel formato di videogame a durata ridotta. 

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Giochi creativi

La maggior parte dei giochi creativi sono sviluppati apposta per bambini e solitamente prevedono un ambiente che stimola e favorisce l’apprendimento. Sono per lo più disponibili per PC o come app per dispositivi mobile (cellulare e tablet), ma anche per consolle. Ad esempio Minecraft può rientrare nella categoria giochi creativi.

Giochi manageriali

Di norma richiedono molti sforzi di intelletto. La caratteristica che contraddistingue questi giochi, infatti, è che il giocatore deve possedere capacità organizzative piuttosto acute sotto tanti punti di vista: come ad esempio abilità nella gestione sportiva, politica, o aziendale, e deve sempre avere sotto controllo una panoramica d’insieme.

Giochi di ruolo

In questo tipo di giochi virtuali i giocatori infilano i panni di un personaggio dalle caratteristiche ben definite. In molti giochi di ruolo si possono creare avatar, mentre in altri i ruoli vengono assegnati già in partenza. Uno dei giochi di ruolo più conosciuti e amati è “World of Warcraft”. In questo caso il personaggio può potenziare di continuo le sue abilità, e si trova ad affrontare sfide sempre più difficili man mano che il gioco va avanti.

Sparatutto

In questi giochi il personaggio combatte attraverso diversi scenari, deve affrontare sfide di ogni tipo, o giocare uno contro l’altro in squadre online. I giochi vengono spesso pubblicati solo per un pubblico sopra i 16 o i 18 anni a causa dei contenuti violenti.

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Lo sparatutto in prima persona è il genere più popolare ed è stato spesso oggetto di critiche, dal momento che il gioco si sviluppa dalla prospettiva del personaggio e i giocatori finiscono per calarsi intensamente nel ruolo del “killer”.

Nel corso dei dibattiti pubblico viene spesso fatto accenno ad un collegamento tra gli sparatutto e le sparatorie che avvengono ciclicamente nella realtà. Non ci sono però studi scientifici che dimostrino come giocare troppo a lungo agli sparatutto possa portare a un aumento della violenza nella vita di tutti i giorni. Si può invece osservare che, nel caso di persone che manifestano di per sé tendenze a comportamenti violenti, l’attrazione esercitata dai giochi sparatutto risulti maggiore rispetto ad altri profili esaminati.

Simulatori

La gamma di simulatori copre quasi ogni singola area della quotidianità. Ci sono simulatori di volo, guerra, agricoltura, e molti altri ancora. I simulatori particolarmente realistici talvolta vengono addirittura utilizzati per l’addestramento professionale, ma quelli prodotti dall’industria dei videogame sono per lo più finalizzati all’intrattenimento.

Giochi di sport

Nei moderni giochi sportivi, gli eventi reali sono riprodotti con grande fedeltà e cura nei dettagli. Ad esempio, in quelli di calcio si possono usare club esistenti e il giocatore può anche costruire la propria squadra. Ci sono giochi di sport per ogni disciplina, e quelli più conosciuti sono logicamente quelli degli sport più seguiti. I giochi più venduti sono quelli di calcio, basket, corse automobilistiche, e anche di golf. I giochi sono per lo più sviluppati per consolle, ma non mancano le versioni per PC.

Giochi di strategia

Ci sono diverse sottocategorie dei giochi di strategia: i più gettonati sono quelli di guerra e quelli dove si deve accumulare ricchezza; esistono giochi di strategia anche per il genere fantasy. L’obiettivo è quello di affermare la propria superiorità sull’avversario, cosa che si raggiunge attraverso un’attenta capacità analitica e a decisioni ben ponderate. Anche i giochi di strategia in tempo reale richiedono scelte rapide, poiché non è previsto che ciascun giocatore possa prendersi una pausa quando lo preferisce; è invece possibile che i giocatori si mettano d’accordo a seconda delle opzioni e concordino un intervallo valido per tutti.

Classificazione dei videogiochi in base all’età

In Germania i videogiochi sono soggetti all’autorità del Centro di Controllo USK (in tedesco, “software di autocontrollo sul divertimento”) che stabilisce norme e restrizioni appositamente studiate a seconda dei diversi gruppi di età. Stando a quanto previsto dalla legge sulla protezioni dei minori, determinati giochi possono essere venduti solo a persone in possesso dei requisiti di età richiesti. È vietato anche il noleggio a scopo commerciale a giocatori sotto una soglia specifica.

La classificazione per età dell’USK si trova di norma su ogni confezione di videogiochi, così come su ogni supporto informatico in esso contenuto. La valutazione per i giochi venduti solo online e le app viene fatta attraverso una procedura separata (IARC).

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Il sistema di classificazione ​USK​ nel 2015

USK​ ​0

Giochi senza controindicazioni per un pubblico di minori. Questa fascia include, ad esempio, simulatori di vario tipo, giochi manageriali, giochi di sport, platform. Il bollo USK 0 non significa necessariamente che questi giochi siano raccomandabili a bambini al di sotto dei 6 anni, dal momento che questa categoria include anche molti giochi privi di contenuti violenti, ma poiché a causa della loro complessità non possono essere compresi fino in fondo da giocatori di giovane età.

USK​ ​6

Si tratta per lo più tratta di giochi per famiglie, che possono essere più competitivi e pieni di azione di quelli marchiati USK 0. Fanno parte di questa categoria molti giochi di automobili, platform, e giochi di ruolo.

USK​ ​12

Giochi di combattimento in cui il giocatore si trova ad avere sufficiente distanza di prospettiva per essere in grado di schivare una minaccia. Molti giochi arcade, di strategia, e di ruolo sono marchiati USK 12. Rientrano in questa catalogazione anche diversi simulatori di guerra senza situazioni particolarmente crude.

USK​ ​16

Giochi che sono adatti solamente ai maggiori di 16 anni poiché contengono contenuti violenti e sono a tema combattimenti e missioni militari. Questa categoria include molti sparatutto, giochi di strategia militare, e giochi di avventura particolarmente ricchi di azione.

USK​ ​18

Giochi con contenuti quasi esclusivamente violenti con un’atmosfera spaventosa o minacciosa, acquistabili solo da un pubblico di adulti, motivo per cui l’autorità li vieta ai minori. Si tratta di quasi tutti gli sparatutto in prima persona, molti giochi di avventura, e i cosiddetti giochi open world.

I videogiochi sono dannosi per i giovani?

Molti genitori ed educatori esprimono preoccupazione riguardo ai giochi su computer, consolle, o altri dispositivi, perché temono che un’attività di gioco troppo frequente possa causare danni ai bambini. Invece di stigmatizzare i videogiochi, bisognerebbe invece considerare il ruolo sempre più importante che rivestono all’interno del mondo di oggi non solo mentre si gioca, anche nella vita di tutti i giorni e persino sul lavoro. Proibire a bambini e ragazzi di giocare ai videogame non avrebbe senso: come potrebbero mai imparare a relazionarsi con cose che, tra un paio di anni, saranno protagoniste della loro quotidianità più di quanto non lo siano già oggi?

Se da un lato è vero che uno sviluppo sano richiede molto movimento e stare troppo attaccati ai videogame non dovrebbe essere la normalità, un utilizzo moderato della tecnologia – che include anche i videogame – non ha solo controindicazioni. Spesso grazie ai videogiochi platform si registra infatti un miglioramento della coordinazione occhi-mani, mentre con i giochi di avventura viene invece stimolata la capacità di risolvere i problemi.

Tuttavia, bisognerebbe sempre assicurarsi di avere un buon equilibrio tra i videogiochi e altri passatempi. Eventuali manifestazioni di una dipendenza (sottrarsi alle relazioni sociali, tendenze all’isolamento, mancanza di interessi verso altri aspetti della vita) non devono essere presi alla leggera, e bisognerebbe cercare un aiuto professionale. Va però rilevato che giocare di frequente non è solitamente la causa del problema, quanto piuttosto un sintomo. Vietare totalmente i giochi non è la soluzione più raccomandabile, è importante ricercare il perché si arrivi a una dipendenza dai videogame e lavorare a soluzioni adatte a risolvere il problema che vi sta dietro.

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Capire invece di demonizzare

Più sono i bambini sono piccoli, più i genitori dovrebbero essere informati sui videogame a cui giocano. Anche nel caso degli adolescenti, però, è sempre raccomandabile sapere quali siano quelli che esercitano un maggior fascino sui ragazzi, e giocarci per avere più chiaro di cosa si tratta. Esiste quindi il modo di limitare o comunque ridimensionare le preoccupazioni semplicemente parlando con persone esperte che abbiano una conoscenza esauriente della materia. Persino giocare assieme può essere un modo per convivere meglio e ridurre quindi il rischio di una dipendenza, scongiurando quindi che la persona si alieni.

Giocare online a soldi reali

Non si gioca ai videogiochi esclusivamente per svago. Alcuni videogame offrono infatti la possibilità di giocare e vincere soldi reali. È il caso di giochi di azzardo che si possono trovare nei cosiddetti casinò online. Ci sono inoltre giochi di abilità e strategia – in cui non è la fortuna a determinare la vittoria o la sconfitta – che si giocano online a soldi veri. Il requisito per giocare a soldi, a prescindere dalla tipologia di gioco, è la maggiore età del giocatore. I provider che permettono i giochi a soldi devono anche soddisfare requisiti legali di un certo tipo, al fine di proteggere adeguatamente i giocatori e prevenire eventuali frodi.

Giochi su browser​

Per giocare in pausa di lavoro non serve necessariamente scaricare un software. Ecco perché i cosiddetti giochi da browser sono un’attività di svago molto popolare nel tempo libero. Si può giocare direttamente online e non occorre effettuare alcun download. Esistono numerosi provider di videogiochi su browser, e la maggior parte si finanzia attraverso la pubblicità sulle pagine dei propri siti.

Acquisti in-app​

Molti giochi e app sono gratuiti, ma riescono comunque a realizzare profitti sostanziosi tramite gli acquisti in-app. I giocatori possono comprare diversi oggetti per superare un livello più rapidamente. Per gli operatori dell’industria del gioco, questo tipo di commercializzazione dei videogame è assai lucrativa, poiché non vi è praticamente nessun costo sulla vendita di oggetti virtuali ai giocatori. Molti di questi sono così appassionati ai videogame che, pur di non perdere troppo tempo a completare gli obiettivi del gioco, si mettono a comprare oggetti attraverso acquisti in-app e finiscono per spendere molto di più del prezzo di listino di un gioco del computer.

Ad esempio, Slice Intelligence ha calcolato che nel 2015 ogni singolo giocatore da mobile ha speso una media di 87 dollari per acquisti in-app. Parliamo di 5 $ in più rispetto ai tradizionali giochi per PC o consolle.

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L’importanza crescente dei giochi mobile

Mentre i “grandi” giochi veri e propri si giocano ancora principalmente su PC o consolle, gli smartphone si stanno ritagliando uno spazio sempre più importante per i giochi di durata più breve. Esistono videogame di ogni genere che vengono incontro alla domanda di intrattenimento rapido. In autobus, all’ora di pranzo, o sul divano, si possono lanciare giochi di breve durata sia tramite app che direttamente sul browser del telefono, e trarre così il massimo del piacere e divertimento.

Sono disponibili su mobile anche i giochi a soldi veri, come ad esempio il poker e altri in stile casinò. Per molti giocatori si tratta di criteri molto importanti al momento della scelta di una sala da gioco online, oltre alla loro disponibilità sotto forma di app per mobile.

Più i progressi tecnologici vanno avanti – e smartphone e tablet moderni offrono sempre più possibilità in questa direzione – più in futuro la situazione dei videogame su mobile non potrà che far registrare passi in avanti ancora più considerevoli.

Videogiochi nella “Vita Reale”

Oggigiorno non si gioca ai videogiochi solo stando seduti di fronte allo schermo del computer: a questa componente si può unire anche del moto all’aria aperta. Il geocaching (caccia al tesoro in GPS) è arrivato per la prima volta nel 2000: si tratta di un’attività di svago in cui le cosiddette cache (contenitori segreti) vengono nascoste e possono essere scoperte grazie alle coordinate geografiche, oltre che su suggerimento degli altri partecipanti. Le cache, che sono di norma barattoli o contenitori simili, una volta localizzate devono per forza essere restituite, e vengono nuovamente posizionate nello stesso posto affinché anche i successivi partecipanti possano trovarle. Alcune delle cache possono essere scambiate con altri oggetti, o i cercatori le possono annotare in una sorta di registro.

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La “caccia al tesoro” viene condotta tramite un GPS o un telefono con la funzione GPS incorporata. Il geocaching odierno viene organizzato di tutto punto e le cache presenti in tutto il mondo vengono inserite in un elenco online per permettere a chi le cerca di essere costantemente aggiornato in ogni momento e in ogni luogo. Così facendo, anche delle piccole pause nella vita di tutti i giorni possono essere sfruttate per cercare cache nelle vicinanze.

Solo in Germania ci sono oltre 369,000 cache, mentre gli Stati Uniti sono il Paese se ne contano di più – oltre un milione.

Il geocaching richiede la partecipazione attiva dei giocatori. È un passatempo che permette a chiunque di nascondere tante cache quante se ne posseggono e di appuntarne la posizione nell’apposito elenco online. Vi sono tuttavia alcuni requisiti da soddisfare come, ad esempio, il rispetto dei regolamenti all’interno di aree naturali protette.

Diversi tipi di​ ​geocache

Tipologie di CacheDettagli
Cache tradizionaleVengono rese note le coordinate dei luoghi nascosti.
Multi-CacheBisogna controllare diversi punti, che di norma contengono riferimenti a quella successiva o alla “cache finale”.
Cache puzzlePer trovare le coordinate esatte della cache bisogna risolvere un enigma.
Cache notturneL’obiettivo è trovarle esclusivamente al buio. Per le ricerche si usano spesso catarifrangenti o lampade a raggi ultravioletti.

Pokémon ​Go

Un altro esempio di come si possa combinare il gaming con l’attività fisica è rappresentato da Pokémon Go, il gioco del 2016 sviluppato dall’azienda di software Niantic. I Pokémon vengono inseriti su una mappa globale e possono essere localizzati e catturati dal giocatore in possesso di un telefono con sistema GPS attivato, che li rileva quando si trova nelle immediate vicinanze. Il gioco utilizza luoghi d’interesse e altri oggetti di impatto sul paesaggio, e avviene infatti per la maggior parte in vasti spazi pubblici.

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Pokémon Go è gratuito e fa soldi attraverso gli acquisti in-app, che danno la possibilità al giocatore di dotarsi di monete virtuali utilizzabili poi per scambi con altri oggetti all’interno del gioco. Nei “Pokéstop” (punti di interesse strategico) disseminati in tutto il mondo virtuale, i giocatori ricevono degli oggetti che servono per il prosieguo del gioco. Al momento ci sono circa cinque milioni di Pokéstop in tutto il mondo. Oltre a ciò ci sono anche le arene, in cui i giocatori possono incontrarsi e combattere sfide virtuali uno contro l’altro.

Durante il gioco i partecipanti possono camminare anche per parecchi chilometri, ragione per cui gli appassionati lo considerano una giusta combinazione tra l’esercizio fisico e il videogame. I critici, dall’altra parte, si lamentano per la scarsa attenzione che i giocatori prestano agli spazi circostanti mentre sono ossessivamente concentrati sul gioco, cosa che potrebbe causare incidenti di vario tipo. Con il lancio del gioco è esplosa di conseguenza anche la Pokémon Go mania, che ha spesso causato un sovraccarico dei server. Il valore di mercato della Nintendo è raddoppiato grazie alla forte domanda del gioco.

E-Sports:​ Giocare a condizioni regolamentate professionalmente

Alcuni giochi del computer, come gli sport classici, possono anche essere giocati in competizioni ufficiali e organizzate con serietà. Sempre più squadre professionistiche hanno i propri dipartimenti che si occupano di organizzare partite virtuali. Le competizioni vengono stilate sulla base di regole ben definite, con sfide sia individuali che a squadre. Ci sono anche “atleti elettronici” che si guadagnano da vivere giocando ai videogiochi. I cosiddetti “gamer professionisti” hanno un seguito di tifosi decisamente consistente e sono sponsorizzati da diverse aziende. Questo tipo di modalità di gioco è particolarmente popolare in Asia, dove si svolgono grandi competizioni virtuali che vedono la presenza di un nutrito pubblico. I generi tipici degli sport elettronici sono gli sparatutto in prima persona, i giochi di strategia in tempo reale, e i simulatori di sport. I giochi più famosi sono Counterstrike, Dota 2, League of Legends e StarCraft 2. Più vengono sviluppati nuovi giochi grazie alla tecnologia sempre più all’avanguardia, più gli Sport Elettronici diventano una categoria assai dinamica.

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La Electronic Sports League è il campionato più grande di tutte le leghe elettroniche di sport interattivi, e conta oltre 1 milione e 900 mila giocatori attivi. Al momento la ESports non ha ancora ricevuto un riconoscimento ufficiale dalla Federazione Sportiva Olimpica Tedesca, ma si sta andando sempre più nella direzione di un’accettazione come vera e propria disciplina sportiva. Negli Stati Uniti, Brasile, Cina, e Francia, invece, gli sport elettronici / virtuali sono riconosciuti e promossi da federazioni sportive nazionali.

PC per gamer

Non sono solo gli atleti professionisti a utilizzare PC particolarmente potenti, con tempi di reazione minimi e ulteriori componenti avanzate, ma anche tanti semplici appassionati. Vengono inoltre incoraggiati ed utilizzati mouse, tastiere, e cuffie speciali, oltre ad altre numerose apparecchiature.

I videogiochi nel futuro

Il progresso digitale compie nuovi passi in avanti a ritmi sostenuti, e grazie a questo vengono immessi sul mercato giochi sempre più complessi ed elaborati. Attraverso internet, l’importanza del gioco in rete assume per i giocatori una valenza ogni giorno più considerevole. Mentre si giocava ai primi videogiochi tra amici, i giocatori ora sono disponibili in ogni momento grazie alla rete, e possono giocare assieme quando vogliono. Inoltre, ci sono sempre meno giochi in cui i giocatori sfidano il computer, di conseguenza i giochi online rivestono un ruolo ancora più rilevante. Si formano squadre, alcune impostate addirittura sul modello delle cooperative, all’interno delle quali la comunicazione oltre al gioco in sé ha assunto una centralità che prima non esisteva nella cultura del gaming.

Ulteriori sviluppi dipenderanno sempre più dalle possibilità tecniche che si renderanno disponibili in futuro, così come dall’interesse coltivato da giocatori amatoriali e professionisti. Si va inoltre verso giochi sempre più realistici: mentre i primi videogiochi per lo più si somigliavano molto tra loro, quelli di ultima generazione si suddividono in categorie sempre più numerose, che talvolta possono arrivare rendere le distinzioni sempre più sottili – e in alcuni casi annullarle per la gran parte. Si prevede che questo trend continuerà ad andare avanti parallelamente allo sviluppo nel tempo della tecnologia e dei giochi stessi.

 

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